Demonio

Il male lacera e corrode il mio spirito. La mancanza di etica e moralita, l’assenza di umiltà, la responsabilità vissuta come uno starnuto in bilico tra un sogno e la fogna, soprattutto niente su cui stare sopra. Lo respiro, il male, e di male divento. Sono causa del mio effetto ed ho perso l’istante della scelta. Potrebbe non essere esistito mai. Quattro dee fertili e nessun figlio, semi senza campi e campi sterili da calpestare e ricordare. Se non esistesse il male potrei cavalcare i raggi della luna senza curarmi delle ombre. Eppure qualcosa tolgo allo spazio, dietro lo steccato della coscienza veramente il male non esiste nemmeno nella più sordida delle mie fantasie. Troppo rumore bianco, troppe frequenze troppo conosciute, è il momento non della scelta ma di mettere in moto e scuotere l’aria con il respiro del mio demone. Senza tempo è stato roccia che romba sul fianco della montagna, che uccise il figlio dell’avo del mio nemico, e senza luce è ora simbolo della mia anima perduta, che mai andrei a cercare. Il domani sarà ancora male e ciò in cui il mio demone sarà nome ed esempio da non seguire. E fui solo una forma del male, senza intenzioni e senza emozioni. Uccisi perché esiste la morte nel disegno del tuo dio, sopravvissi perché dio non ho. Non si è mai visto un architetto tornare sul proprio palazzo…no?